STRANO VENEZIANO

Anne Imhof padiglione tedesco biennale venezia

lorenzo-quinn-support-venice-2017

Giravano, tra le folle dei Giardini alla 57sima Biennale di Venezia, due dobermann, curiosi, saltellanti e annusanti, sempre al guinzaglio. Poi sono spariti. Ritirati. Per le proteste delle associazioni di ambientalisti. Facevano parte della performance virata al sadomaso al padiglione tedesco, che ha fatto vincere all’artista tedesca Anne Imhof il Leone d’oro. Senza i cani avrebbe vinto ugualmente? L’arte che racconta l’intimidazione e la minaccia dei nostri tempi s’incrocia con le intimidazioni e gli altolà etici della società globalmente permalosa.

Continua a leggere

HOTEL BORDERLINE

Betlemme, Cisgiordania

banksy presidential grata_y_02

Bethlehem_BW_2010-09-21_12-34-02

Tutte e dieci le stanze del Walled Off Hotel guardano sul muro – e il muro è la barriera di separazione che sigilla Israele dalla Cisgiordania (anche se si spinge, a volte, con scarti, al di là dei confini ufficiali). La vista, da questo albergo-avamposto nell’incapsulata Betlemme, non è mai esattamente la stessa: i tagli di luce sono differenti, da alcune stanze si può vedere, oltre il muro, un insediamento israeliano considerato illegale dagli accordi internazionali. Continua a leggere

ART STOPS

Santa Monica-Downtown Los Angeles, California, Usa

expo_line_and_l-a-_skyline-santa-monica

santa-monica-leed-parking

Treno che viene, museo che va. Succede nella vasta area metropolitana di Los Angeles, galassia urbana distesa dall’entroterra alle coste della California meridionale, dove le mappe delle ville delle star di Hollywood si affiancano a quelle dei “territori” delle bande ispaniche e afroamericane, la piccola Tailandia confina con una micro-Armenia, l’aria rarefatta dell’Ovest genera scosse elettriche sfiorando quella più densa dell’Est. Continua a leggere

VIAGGIO INTORNO A UNA SCATOLA

New York, USA

joseph-cornell-hotel-immaginario-cornell-pink-palace

ny-portable-soft-drink-stand-at-bowling-green-1942

Un ambulante nella New York del 1941 dall’archivio fotografico di Charles W. Cushman

Joseph Cornell era un rabdomante di frammenti urbani. Entrava in antri da rigattiere, corteggiava le bancarelle; e scopriva tesori. Vecchi libri, dischi graffiati, copie di film in bianco e nero, stampe, cimeli teatrali, fotografie color seppia. E conchiglie e tappi e cigni di cristallo e compassi e bambole dalle labbra melanconiche. Gli toglieva la polvere, li faceva brillare. Creava un nuovo mondo per loro. Nello spazio di una scatola. Continua a leggere

LE VIE DEI BYTES

Mondo

Digi Nomad Rice fields

digital-nomads-business-travel_1940x900_33662

La prima cosa che mettono in valigia è il computer. Piatto, ultraleggero, ovviamente portatile. Un po’ di memoria aggiuntiva non guasta. Poi uno smartphone ultima generazione, drive, batterie esterne, per i maniaci anche un tablet. Per il resto, i Nomadi Digitali viaggiano leggero. Magliette, jeans, sneaker confortevoli, costumi da bagno, infradito, qualche camicia e cravatta o foulard d’affezione. Una sahariana. I più romantici trovano il posto per qualche vecchia guida e un taccuino stile moleskine. C’è chi spedisce la tavola da surf. I completi eleganti li affittano in loco, quando servono. Le case se le sfilano di dosso, come le giacche. La vita deve essere leggera. Come i byte. Come l’anima. Continua a leggere

UN RAVIOLO SULLA VIA EMILIA

Imola, Italia

Imola rocca2-854x575

Ristorante-san-domenico-imola1-1

Imola è una piccola città eccentrica, sull’orlo tra la pianura padana e l’Appennino. Già, eccentrica. Sarà perché è attraversata dalla via Emilia, la strada della canzone italiana d’autore, delle balere e di un festival già battezzato la Woodstock d’Italia (che monterà palco e sound systems in un luogo ancora imprecisato vicino Fiorano Modenese, il prossimo luglio). Sarà perché nel suo famoso autodromo – intitolato a Dino ed Enzo Ferrari e dove ha trovato la morte il grande pilota brasiliano Ayrton Senna – si corre in senso antiorario. Sarà perché sembra che la sua massiccia rocca sia abitata dal fantasma bellicoso di Caterina Sforza, principessa guerriera del Rinascimento, che vi teneva la sua corte. O forse sarà per un raviolo autoctono, dalla preparazione fuori dal comune.

 

Continua a leggere

IN VILLA

Bairro de Joà, Rio de Janeiro, Brasile

joatinga rio

Rio033-Luxury-Villa-for-sale-in-Rio-de-Janeiro_02-1

È stato soprannominato le “Beverly Hills” di Rio de Janeiro. La posizione in alto sull’oceano, fa assomigliare il Bairro di Joà, aggrappato con eleganza alla parete rocciosa del Pico dos Quatro, più a Malibu o a Pacific Palisades, per rimanere in ambito di paragoni californiani. Le ville nel piccolo agglomerato residenziale, tra Sao Corrado e Barra di Tijuca,  sono disseminate in pendenza con piscine a sfioro e giardini a terrazza. Immerse nel verde smagliante della foresta di Tijuca. Pochi scalini le separano dalla spiaggia di Joatinga. Si tratta una delle enclaves più esclusive ed appartate della Cidade Maravilhosa. Il frastuono di Rio è lontano come un’onda di risacca. Continua a leggere

STRADE D’ASFALTO, STRADE DI CARTA

Nord America

Route_66--2_800

kreitner - a-map-of-literatures-greatest-american-road-trips-001

La mappa di Kreitner e Melendez sul sito Atlas Obscura/Kreitner and Melendez map on Atlas Obscura

Nella letteratura americana la parola è vagabonda. Per costituzione, più che per definizione. I racconti dei viaggi nel nuovo continente hanno accompagnato l’espansione degli Stati Uniti; la corsa verso il West è stata anche una maratona di libri. La prima traversata coast to coast ad andare in stampa è quella del giornalista Samuel Bowles, l’amico e corrispondente di Emily Dickinson. Il suo Across the Continent fece sensazione nel 1865, quasi un secolo prima che la coppia Jack Kerouac e Neal Cassady si lanciasse con voluttà beat sulla strada. E sono rimasti selvaggi i sentieri percorsi e descritti, dal Nevada all’Oregon, da Cheryl Strayed nel suo recente Wild.

Continua a leggere

RAPIMENTO IN BIANCO

Sankt Moritz, Engadina, Svizzera

bernina-express-inverno

snowkite lago bianco“It’s a rapture in white” sussurra la mia vicina dal collo elegante e i capelli fini, mentre il paesaggio innevato dell’Engadina ci avvolge dai finestrini del treno. Un rapimento in bianco. Credo che la ragazza con l’accento di Chelsea, Londra sud, e il fisico da modella citi da una vecchia canzone da croonerMy Prayer. Insomma, un panorama musicale. Continua a leggere